Provocazione natalizia

 




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Siamo vicini al Natale, ormai mancano poche settimane.
Vorrei chiedere a ciascuno, quanto tempo ha dedicato a Dio nella propria mente in questo tempo di preparazione.
In quale direzione la sua vita si è incamminata, dove ha mosso i suoi passi, verso se stesso o verso il prossimo come Dio ci chiede?
Spesso il ritualismo delle nostre Chiese, prende il sopravvento sulla prassi dell'essere Cristiani. Lustrini, luci, alberi, icone o presepi, fanno scivolare il nostro cuore in un paesaggio fiabesco, distraendo la nostra attenzione dal concreto e dallo spirituale, sprofondando nel regno del dio consumismo.
Le opere di misericordia, sono più forti delle effusioni o il sensibile prende il sopravvento sulla concretezza della Fede? Il nostro Cristianesimo è divenuto uno status simbol ovvero una regola di vita quotidiana?
Il Signore Gesù ci chiede di morire a noi stessi per poter vivere. Tutto l'opposto di come conduciamo la nostra esistenza oggi.
Cambiamento, questo ci è richiesto per entrare nella Vita.
Vi chiedo, per quanto tempo i nostri pensieri nel corso della giornata, nella preparazione al Santo Natale, si sono soffermati a Gesù e alla Madre di Dio.
Forse voglio credere che potremmo quantificare il tutto in un quarto d'ora al giorno?
Ma se Dio avesse pensato a noi, soltanto per un tempo cosí esiguo, tutti noi saremmo morti...
Se invece avessimo dedicato cosí poco tempo al nostro lavoro, saremmo falliti o saremmo stati licenziati!
Ovvero lo avessimo dedicato cosí esiguamente alla nostra famiglia, saremmo stati abbandonati dalla moglie o dai propri figli.
Nonostante tutto ciò, Dio ci ama, ma noi non possiamo approfittare di questo Amore.
Forse dedichiamo soltanto questi pochi minuti giornalieri a Dio, perchè il restante tempo è dedicato a noi stessi o a ciò che ci interessa...
È cosí che cerchiamo Dio o pretendiamo di venire ascoltati ed esauditi?
Se fosse davvero cosí, la nostra vita sarebbe un caos totale.
La nostra esistenza infarcita di orgoglio, spiritualmente come un colosso dall'armatura d'acciao ma con le gambe di creta, pronte a sgretolarsi sotto il peso della miseria umana.
La nostra debolezza è l'orgoglio, che ci fa vivere contro Dio e non con Dio.
Perchè? Perchè l'orgoglio è la preghiera del diavolo...e quanti lo sono, a lui pregano esercitando questo stile di vita.
Forse pensiamo che Dio sia un imbroglione, come quanti vediamo tra i politicanti venditori di fumo?
Forse crediamo che affidando la nostra fiducia a tizio o caio la nostra vita cambierà?
Sarà come pregare davanti un muro, potrai dirgli ciò che vuoi, esso non ti rispenderà mai...
Volgiti a Dio e riforma la tua vita, in un'era dove ogni cosa costruita da mani d'uomo sta crollando, iniziando dai falsi valori a ogni cosa vuota e senza senso che ci viene proposta con vari mezzi.
L'uomo senza Dio, propone credi dove non si deve credere, non si deve pensare, solo che al proprio benessere, al godere oggi, adesso, perchè il domani non esiste.
Una dimensione spirituale dove non si prega, perchè pregare è sinonimo di debolezza, mentre avere tutto e subito è sinonimo di forza, quindi pregare in ciò che posso realizzare da me stesso.
Da questo poi assistiamo a terribili blasfemie, come ai presepi con due S.Giuseppe...ovvero con il topolino al posto del Gesù bambino...
Questa non è la provocazione natalizia dello sciocco o del burlone dell'anno, in cerca di riflettori per vivere il proprio momento di notorietà, ma è il frutto di una mentalità luciferina!!
Per Dio non c'è posto perchè ci sono " io ", non c'era posto per la Madre di Dio e per Gesù per ospitarli allora come oggi nel cuore degli uomini, ma Dio non nasce nei palazzi ma in una grotta dove trova adoratori in Spirito e Verità.
Padre Ambrogio

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