11 Settembre

 




La foto non è di proprietà dell'autore del presente scritto



Il nostro tempo è caratterizzato da una situazione di conflittualità, che sembra farci sprofondare nel passato.
Vorrei tanto comprenderne il perchè, ma riflettendo offro mie risposte, che sono supposizioni, idee che partorisco nella mia piccola testa.
Dovunque si volga lo sguardo, si legga o ascolti, si sentono fiumi di sangue che scorrono sulle strade del mondo, sia sabbiose che asfaltate.

Notizie di persone, religiosi/e uccisi, bambini coinvolti in giochi o violenze di grandi.
Ma chi è a pagarne il prezzo? Spesso sono proprio le anime innocenti, passanti ignari che vivono la propria esistenza incentrata esclusivamente tra casa, chiesa e lavoro. Poco si interessano di politica, di fondamentalismo o di terrorismo.
Stiamo vivendo il resoconto della nostra debolezza, riceviamo la nostra mercede di mollezza, dopo l'asciugarsi della neve, stanno venendo alla luce le buche.

Queste le nostre carenze, il raccolto di una vita tiepida, dove credevamo che la Fede o la Religione fosse un accessorio della nostra esistenza, un pò lo steccato del vivere quotidiamo del nostro vicino, che a noi non ce ne fregava nulla.
Ci gloriavamo di dire pubblicamente, che non ci importava nulla della Fede, dei Preti, delle vite consacrate a Dio.
Finchè la furia omicida toccava loro...
Poco male, un essere inutile in meno sulla terra, noi vivevamo psicologicamente al sicuro ma era una certezza come quella dello struzzo, che pone il proprio capo sotto terra, restando scoperto per la totalità del corpo.
Infatti certi scottanti eventi prima accadevano soltanto in un paese lontano, appunto lontano dalla nostra pelle, cavolacci loro...una loro scelta.

Ma l'11 settembre ha insegnato che così non è.
Un pò come la mafia in Italia, finchè le bombe le mettevano a Palermo, a Trapani o a Catania, non fregava nulla a chi viveva altrove, ma quando sono iniziate ad esplodere al nord Italia, allora la faccenda si è fatta seria.
Oggi la connotazione geo-politica, non ci pone più nelle condizioni di appartenere a qualcuno, seppure si professa un'ideologia diversa di vita o di religione, vuoi o no, siamo divenuti cittadini del mondo.
Abbiamo una società costituita da persone di svariate derivazioni etniche e religiose.

È inutile e sciocco scrivere e leggere slogan, che inneggiano al respingimento di queste frange di popoli nelle proprie nazioni di origine, riscoprendo soltanto adesso il valore delle proprie radici culturali, perchè la minaccia dei tagliateste è giunta dentro casa...occorreva pensarci prima, quando era tempo.
Molti che fino a ieri hanno parlato e scritto di intersecazioni culturali, propagandando il buonismo ideologico, oggi iniziano a tremare e cercano sottobanco di addossare a qualcuno le colpe e sotto sotto dissotterrano l'ascia.

La responsabilità per me, è essenzialmente nella carenza di regole di vita, leggi comportamentali più che religiose.
Vedete i paesi musulmani ad esempio...è permesso ad un prete camminare in abiti propri con il proprio crocefisso esposto?
È permesso aprire una Chiesa?
È permesso fare apostolato?
Hanno istituito regole che sanciscono la vita di quel paese, chi ci vuole stare deve uniformarsi, altrimenti va via, ma questo esiste in ogni Stato che definiamo forte, seppure esso si definisce democratico.
Giustamente, secondo il nostro costume, non possiamo dire di trovarci alla presenza di uno stato democratico ma paesi nostri limitrofi hanno regole e le fanno rispettare; a loro non importa di ciò che tu pensi, ci sono delle regole, bastano quelle e sono le loro...

Di come noi viviamo non occorre che mi dilunghi, ma ciò che a noi è mancata non è stata la disponibilità ad accogliere, ma nel non aver saputo difendere le nostre priorità civili, culturali e religiose, cosa che non accade nei loro paesi, che noi riteniamo "malati di arretratezza".
La mescolanza, il meticciamento di cui è porta bandiera una certa classe politica, ha fatto sì di trarre da questa nostra debolezza, la propria arma vincente nel porre il cancro alle radici della Cristianità sia Nazionale che Europea.

Una nuova tattica per sbarazzarsi definitivamente di questa millenaria oppressione Cristiana, ci tentano da secoli...
Ma attenzione a quando si fanno progetti e non si valutano le conseguenze...
Il nuovo è migliore del vecchio?
Giudicando quanto si vede non sembra...
Non stupiamoci dunque se ci stanno " comprando " per due soldi e domani dovremo andare in giro nascondendoci, temendo di poter affermare di essere Italiani e Cristiani.
Torneremo alle catacombe?

Difficile dirlo, qualcuno sorride...ma senza dover pensare ai tempi dell'Imperatore Decio nell'antica Roma, abbiamo esperienza in Russia nel XX secolo, in Cina e in molti altri Paesi, non mille anni or sono, ma fino a pochi anni fa.
Non è una guerra santa che propongo, quella la lascio a chi imbraccia fucili, bombe e scimitarre per imporre il loro Errore.
Ma la Guerra Santa che espongo, è appunto della riscoperta e riaffermazione delle nostre Tradizioni Nazionali.
Dando un sontuoso calcio, a tutta quella classe politica che ha abbassato vergognosamente la nostra dignità nazionale, sotto i tacchi delle scarpe, per quella smania di sentirsi " importante e parte " al fianco di Nazioni da cui non abbiamo nulla da imparare, semmai da insegnare e di cui oggi, riceviamo soltanto insulti e privazioni della nostra dignità nazionalista...

In Europa ci si prostra ai voleri di ciò che per te e per me si decide. Siamo divenuti le marionette di politici senza Dio!!
Credo fermamente che le Guerre vadano condotte sul fronte ideologico, di Fede e non di un dialogo " a perdere ", ma nel comprendere se in un'unione ci si possa convivere.
Siamo paritari, bene, guardiamo allora a quanto ci divide.
Se ciò a cui posso rinunciare per vivere con te, non inficia la mia Dignità di uomo, la Libertà di esprimermi, Pensare e Professare, allora possiamo vivere sulla stessa terra.
Tu a qualsiasi Fede appartieni, puoi vivere democraticamente al mio fianco, ma non puoi colonizzare ciò che non ti appartiene e per il quale non hai dato la vita.

Allora questo ci divide...e non c'è dialogo che tenga.
Questo è Patriottismo, questo è Nazionalismo, questa è Fede ma è rispetto dell'Intelligenza altrui di cui il Popolo Italiano si Gloria.


Padre Ambrogio

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